Horizon Zero Dawn – Recensione

Se dovessero chiedervi quale anno rappresenta maggiormente l’ottava generazione di console, potete già rispondere citando il 2017. L’anno in corso può vantare produzioni tripla A come l’ottimo Resident Evil 7, e proprio a Marzo la scena videoludica si arricchisce di quattro titoli superbi e tanto attesi: Zelda Breath of the Wild, Nier: Automata, Mass Effect Andromeda e Horizon Zero Dawn.

Guerrilla Games, software house saltata agli onori della cronaca durante la scena PS2 con il discreto primo Killzone (e successivamente con i seguiti su PS3 e il capitolo Shadow Fall su PS4 ), ha ricevuto da Sony l’arduo compito di creare un titolo che in qualche modo rappresentasse l’anima Action/RPG della stessa ammiraglia Sony. Ciò che Guerrilla Games ha creato, contro ogni aspettativa, è qualcosa che solo i ragazzi di CD Project sono riusciti a fare. No, non stiamo dicendo che Horizon Zero Dawn emuli Geralt e il suo mondo: Aloy fa molto di più. E Guerrilla Games ha centrato ogni obbiettivo. Volete sapere se davvero il marketing selvaggio di Sony non nasconde la solita magagna? Continuate a leggere, e preparate il portafoglio!

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Aloy, mon amour

Di solito nelle prime fasi di una recensione, si accenna alla trama. In questo caso non possiamo. Non lo facciamo perché la trama di Horizon è cosi bella, complessa ed elaborata che anche un minimo spoiler rovinerebbe tutta l’immersione nel mondo post-apocalittico del gioco. Potrebbe sembrare un cliché, certo, ma Guerrilla Games non ha creato né un mondo “alla Fallout”, né “alla The Last Of Us”: l’universo che compone Horizon Zero Dawn è sì post apocalittico, ma vivo, pulsante e in larga parte “sintetico”. Non vogliamo dirvi altro. Scoprirlo è una gioia per gli occhi e per il cuore. Aloy, come Ellie, è caratterizzata dannatamente bene, così bene che vi ritroverete a pensarci anche quando non siete a casa con il joypad in mano. La vedrete nascere, crescere e diventare ciò che diventerà. Poesia!

The Legend of Aloy

In molti, proprio in questo periodo, si ostinano a confrontare il titolo Guerrilla Games con quello Nintendo. Un assurdo, quanto inutile, confronto tra due titoli che di comune hanno solo lo scheletro open world/action rpg.
The Legend of Zelda: Breath of the Wild e Horizon: Zero Dawn sono titoli posti agli antipodi l’uno dall’altro. E confrontarli direttamente sarebbe come confrontare Snake e Sam Fisher. Se l’open world è stato fin troppo abusato nell’ultimo periodo, quello presente in Horizon: Zero Dawn svolge la sua funzione in maniera egregia.

Guerrilla non ha virato su un open world solo a scopo riempitivo, anzi. L’open world di Horizon: Zero Dawn dona al titolo un’immersività che non ha eguali. Solo The Witcher 3 è riuscito a rendere l’esplorazione ambientale così bella, affascinante e intrigante. Il mondo variegato che ci ritroveremo ad ammirare pullula di vita, di animal , di “sintetici” (che potrete utilizzare anche a vostro vantaggio) e molto altro. Inoltre il ciclo giorno/notte e il meteo variabile rendono tutto così realistico da portare il giocatore letteralmente all’interno dell’esperienza. All’interno di questo mondo (oltre a poter seguire il filone della trama principale) avremo a disposizione piccole sottotrame e missioni secondarie davvero ben caratterizzate e mai noiose.

E se dal punto di vista della trama e dell’open world il gioco si caratterizza in maniera egregia, dal punto di vista del gameplay riesce ad essere dannatamente divertente sotto ogni aspetto. Un mondo così vasto e sopratutto nelle condizioni in cui versa, richiede istinto e voglia di sopravvivere. E qui entrano in scena le dinamiche stealth, gli approcci action, un dispositivo elettronico (di cui non vi diremo nulla per evitare spoiler) che farà da supporto e ci permetterà di interagire con l’universo di Horizon.

Senza contare il crafting delle armi (fionde, archi e non solo), delle trappole e degli accessori per il combattimento di mischia. Insomma, per non incorrere in spoiler dobbiamo limitare gli elenchi di ciò che potrete creare e di ciò che potrete costruire. Vi basti sapere che le dinamiche RPG vi metteranno nella condizione di esplorare ogni singolo anfratto di mappa, di raccogliere ogni singolo elemento utile, e di organizzarlo al meglio per poter evitare un inventario pieno di cose inutili e poco interessanti per la missione da svolgere e/o l’area che si sta eplorando.
Tramite i mercanti potrete creare o scambiare i vari oggetti raccolti. O magari crearne di nuovi, tra cui vestiti e altri oggetti utili al potenziamento di Aloy.

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L’anima rpg vien fuori prepotentemente quando, spendendo i punti esperienza accumulati durante le missioni (uccidendo gli animali, i sintetici, completando ogni obiettivo, scoprendo nuove zone) potrete evolvere le capacità di Aloy attraverso gli schemi delle abilità. Suddivise per categorie e utilità, queste potranno portare la protagonista ad eeguire ogni sorta di evoluzione durante il combattimento o la caccia. E se ve lo state chiedendo, la risposta è sì: Aloy può compiere tutte le spettacolari movenze che avete visto nei trailer, come ad esempio saltare da una rupe, rallentare il tempo con R3 , mirare in volo e scoccare la freccia proprio nel punto debole designato un momento prima. Assolutamente fantastico. E ovviamente la potenza, la precisione e l’essere silenziosi dipendono dal vostro approccio el’approccio scelto dovrà avvalersi di un arma apposita, di un vestito adeguato e della destrezza necessaria.

Avete individuato la preda? Ottimo, potete nascondervi nei cespugli e attendere il momento giusto per trafiggerla in silenzio. Oppure, sempre dai cespugli, scoccare una freccia e shottarli con un colpo alla testa. Vi sentite Rambo? Potete buttarvi nella mischia e darci dentro, ma è altamente sconsigliato senza una precisa strategia. Se siete nel bel mezzo di un branco, sarà meglio studiare ogni cosa prima di attaccare, oppure sarà direttamente Game Over.

Horizon Zero Dawn non è un trial and error, ma non per questo permette azioni al limite dell’action puro. Se è una specie di Devil May Cry ciò che cercate, avete sbagliato titolo. I save point, infine, sono presenti sulla mappa tramite dei falò alla Dark Souls, anche se i checkpoint sono distribuiti in maniera ottima e non frustrano il giocatore come accade nel titolo citato. Comunque  una volta scoperti li si potrà utilizzare per effettuare il mai tanto utile viaggio rapido. Tale funzione però non è accessibile liberamente come accade in Tomb Raider: infatti, per poterlo utilizzare, dovrete creare un oggetto. E tale oggetto richiede, ovviamente, la raccolta di diversi elementi per poter essere creato.

Aloy Make Up

E qui arriviamo al punto fermo della produzione. Guerrilla Games è riuscita a tirare fuori la potenza di Playstation 4 come solo Naughty Dog con Uncharted 4 aveva fatto sino ad oggi. E non parliamo solo di mera ottimizzazione grafica, Horizon Zero Dawn gira egregiamente anche su PS4 standard. Non a caso il Decima Engine è stato scelto da Kojima-san come motore di gioco di Death Stranding, e possiamo ben capire il perché: tralasciando gli ovvi e marginali glitch grafici di gioventù, ogni cosa in Horizon Zero Dawn sprizza qualità. Dalla pelle della protagonista, al sudore, alle fibre dei suoi vestiti, ai personaggi secondari, alla vegetazione, agli animali, ai sintetici, al paesaggio, agli effetti atmosferici, alla quantità e varietà delle location, all’erba mossa dal vento, alle chiome degli alberi. Insomma, è un capolavoro tecnico di grande impatto, senza contare che si muove sia su PS4 standard che PS4 Pro a 30 fps stabili. Inoltre, in HDR e 4k su Pro piangerete per l’emozione. A dispetto di quanto si possa dire sul 4K di pro, la differenza dal 1080p si vede, ed è qualitativamente eccelsa. Tanto eccelsa che la photo mode, accessibile tramite l’apposito menù,vi farà venire la pelle d’oca per ogni dettaglio a schermo.

Se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo, diciamo che l’acqua non è quanto di più bello si sia visto negli ultimi anni. Non diciamo che faccia schifo eh, ma avremmo gradito un’effettistica migliore. E se proprio vogliamo essere pignoli, i capelli di Aloy non si muovono proprio in maniera realistica, come ci si aspetterebbe. Un po’ come alcune animazioni facciali dei protagonisti, a volte un po’ rigide. Ma ripetiamo, sono solo peli nell’uovo!

La longevità si assesta sulle 20 ore per la campagna principale, e altre 15 per l’esplorazione e le missioni secondarie. A nostro avviso ottime per un titolo del genere. Il comparto audio è ottimo, con un doppiaggio in italiano di ottima fattura, una recitazione eccelsa e musiche orchestrali evocative, di una bellezza unica. Ascoltate in solitaria, mentre si esplora il mondo di gioco, sono capaci di galvanizzare l’anima del giocatore, rendendolo parte di una realtà trascendentale e onirica.

Horizon è un atto d’amore di Guerrilla Games nei confronti dei videogiocatori Playstation. Come una madre che dona al figlio la possibilità di vivere, respirare e integrarsi in un mondo stupefacente. Come il coraggio di affrontare paure e pregiudizi, lasciando la propria traccia in un solco luminoso. Come un braccio teso, il sudore sulla fronte, il respiro lento e… Scocca!

9.5

The Good

  • Realizzazione tecnica superba
  • Gameplay variegato e innovativo
  • Trama originale e perfetta
  • Sonoro e musiche orchestrali da oscar
  • Poetico e a tratti onirico

The Bad

  • La fisica dei capelli di Aloy
  • Realizzazione dell'acqua buona, ma non perfetta
  • Animazioni facciali a volte troppo statiche
9.5 Voto

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