Recensione Diablo III

“Ah, mama mia el Diablo
Ah, ariba ariba el Diablo…”

Cantava così Piero Pelù nella nota canzone “El Diablo” dei Litfiba.
Ed è la medesima affermazione che fece Blizzard Entertainment quando annunciò che il suo piccolo gioello sarebbe arrivato anche per console casalinghe.
Diablo III si presenta come un RPG di stampo moderno. Un kolossal fantasy controverso rispetto ai suoi predecessori, in quanto a meccaniche di gioco e ad altri fattori, ma allo stesso tempo maledettamente spettacolare. Lo scetticismo in merito ad un porting PC/Console è stato nei mesi scorsi molto elevato. Sarà riuscita Blizzard a far brillare ancora una volta il suo Diablo? Scopritelo con noi.

Cittadina di New Tristram. Collocato vent’anni dopo l’uccisione del Signore della Distruzione, Baal (potente demone) fratello di Mephisto e di Diablo. Lo stesso ha corrotto la Pietra del Mondo (che garantiva l’ordine sul mondo di Sanctuarium). Toccò quindi all’arcangelo Tyrael, frantumare la pietra in mille pezzi, lanciando la sua spada incantata, la Sciabola di Luce, ridefinendo le sorti del mondo, e al tempo stesso salvando l’Umanità da fine certa. Gli eroi che hanno affrontato gli eserciti dell’inferno, fortunati nel riuscire a sopravvivere a tutto, sono letteralmente impazziti. Ormai alla deriva ai margini del mondo, toccherà a dei nuovi eroi affrontare le orde dei tre signori del male.
Prima di cominciare l’avventura dovremmo scegliere una delle cinque classi disponibili: Barbaro, Demon Hunter, Monaco, Witch Doctor e Wizard.
Fatto questo, siamo pronti!
L’edizione console arriva dopo ben 13 mesi dal lancio della versione PC, confermando cosi la fine della reclusione su mouse e tastiera e un ritorno in grande stile per il team. Nonostante il suo approdo su sistemi casalinghi porti con se tanto della controparte PC (stessa trama, generazione random delle ambientazioni, dungeon secondari, etc…), questa nuova versione di Diablo III include delle novità nelle impostazioni dei menù, nelle dinamiche del gameplay e nell’approccio delle partite online.

Ma andiamo con ordine.

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Un titolo nato e concepito per PC poteva non rappresentare un porting facile. Pad Alla mano, invece, dopo l’impatto iniziale ci si accorge di quanta cura sia stata riposta nel “semplificare” la mole di comandi a nostra disposizione e di come gli stessi siano stati disposti.
Nonostante il gameplay non sia stato stravolto, viene davvero naturale muoversi utilizzando lo stick sinistro, e con il destro schivare. Il resto della mappatura dei tasti dorsali e frontali è invece dedicato alle varie tipologie di difese ed attacchi, disponibili ovviamente in relazione alla classe scelta. Per “praticizzare” il tutto, troviamo anche una funzione di lock sul nemico più vicino. Funzione che non inficia in alcun modo la giocabilità, anche se la stessa viene leggermente semplificata.
Questo “stravolgimento” per la versione console, è stato applicato anche al menù abilità e all’inventario. Questi sono selezionabili in modo intuitivo e veloce. Insomma, l’obbiettivo è stato quindi quello di non spezzare l’azione con fasi morte, per far godere meglio la frenesia degli scontri.
A molti puristi la cosa non piacerà, ma chi è cresciuto a pane e console apprezzerà assolutamente questa frenesia e semplicità nell’organizzazzione.
Avendo giocato la versione PC, credevo impossibile portare tutto su un Pad. Sono stato invece piacevolmente smentito.
Inoltre potremo modificare una sovrabbondanza incredibile di opzioni, atte a rendere più fluida l’avventura contro il maligno (come ad esempio visualizzare l’energia residua del nemico).

La modalità multiplayer in locale è stata voluta fortemente da Blizzard, per permettere una cooperativa fino a quattro giocatori sulla stessa postazione. Ovviamente è possibile in qualunque istante introdurre nuovi compagni nella partita. Basterà infatti premete start sul Pad, ed eccoci catapultati nell’azione. Dopo un test in compagnia della modalità, posso ben dirvi che essa rappresenta un qualcosa di indescrivibile. Fiumi di risate, nonostante alcuni capricci della telecamera di gioco.

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Delle proprietà strettamente tecniche del titolo ci soffermeremo a parlare poco, visto che il confronto diretto PC/Console sarebbe insensato sotto qualsiasi punto di vista, e questo non perchè la trasposizione di Diablo III su Console sia da meno. Blizzard è riuscita a infondere al gioco un’ottima fattura grafica: il frame rate resta stabile anche nelle fasi più concitate; ottime le animazioni sui colpi mortali e sulle magie eseguite dai maghi, il tutto condito da una fisica di tutto rispetto che non sfigura assolutamente di fronte alla versione PC. Nel complesso, quindi, la versione console di Diablo III risulta essere un ottimo connubbio, e non sfigura di fronte alla controparte PC (nonostante gli ovvi limiti della current-gen).
Per quanto riguarda il comparto audio, esso è completamente localizzato in Italiano, anche per quanto riguarda il doppiaggio dei dialoghi. La colonna sonora e l’effettistica risulta essere di buona fattura, cosi come l’intera produzione.

La longevità di Diablo III è eccelsa. Per completare l’avventura in ogni suo anfratto, seguendo i discorsi, le sub-quest, “craftando” e facendo i dungeon random, siamo riusciti a finirlo in 20 ore.
Questo non toglie che potreste impiegarci di meno seguendo solo il filone principale. Vi consigliamo però di cogliere appieno l’essenza del gioco, e di spolparlo come si deve.

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