Recensione Lost Planet 3

Capcom torna con un nuovo capitolo della serie Lost Planet. Sarà riuscito questo Lost Planet 3 a dare il successo tanto aspettato?

Era il 2008 quando Capcom lanciò sul mercato videoludico un nuovo sparatutto in terza persona. Tale titolo era Lost Planet, che aprì successivamente una porta per una nuova serie. Sarà per le scarse innovazioni rispetto ad altri TPS, o per la presenza di alcuni bug: fatto sta che la serie non ha mai avuto un successo tale da accaparrarsi una bella fetta di videogiocatori. Lo scorso maggio 2010, Capcom rilasciò il seguito, intitolato semplicemente Lost Planet 2. Qualcosa iniziò a cambiare: i voti della critica iniziarono a toccare la vetta del nove e mezzo e i risultati furono ben più che incoraggianti. Lost Planet 2 vendette infatti nel primo trimestre dall’uscita ben 1,3 milioni di copie: numeri di un certo livello, ma che Capcom definì sotto le aspettative. La software house non si è comunque arresa, e nella speranza di un successo ancora maggiore decise di annunciare Lost Planet 3, uscito il 30 agosto su Playstation 3, Xbox 360 e PC.

Lost Planet 2 fu premiato dalla critica nazionale e internazionale per l’elevata difficoltà del titolo, l’ottimo level design, l’intelligenza artificiale ma soprattutto per l’ambientazione unica. Lost Planet 3 è una storia narrata magistralmente. Chi ha giocato il secondo capitolo, noterà però un qualcosa di ambiguo nella trama, essendo narrata parecchi anni prima le vicende di Lost Planet 2. Niente paura comunque: la trama è un qualcosa di assurdo, caratterizzata dagli stati d’animo del personaggio principale e da diversi ed eclatanti colpi di scena. La scena iniziale vede protagonista Jim Peyton ormai vecchio e  malandato, schiacciato da enormi sassi. Vicino a lui c’è la nipote Diana, che tenta di salvarlo in tutti i modi. Ma Jim è stanco, affaticato, sovrastato dalle pesanti avventure che ha dovuto affrontare in ben 45 anni di lavoro. Il nostro protagonista inizia a raccontare, ed è così che tutto ha inizio: attraverso un flashback. Jim ricorda 35 anni prima quando, in cerca di soldi, lascia la moglie e un figlioletto piccolo per aggregarsi alla NEVEC, multinazionale dedita all’utilizzo e alla colonizzazione di risorse su altri pianeti, così da non far mai esaurire le risorse del pianeta Terra. La nostra avventura si svolge sul pianeta E.D.N. III, un pianeta ghiacciato e inospitabile ricco però di energia termica. L’energia termica sarà al centro di tutto. Oltre ad essere la fonte che manda avanti le attrezzature della NEVEC, potremo scambiarla con dei bei verdoni, utili per l’acquisto di nuove armi e attrezzature. Su E.D.N. III tutto è fatto di energia termica, anche i piccoli e mostruosi animaletti chiamati Akrid. Tuttavia nel corso dell’avventura incontreremo creature sempre più grandi e mostruose. Tranquilli, non saremo soli. Grazie al nostro Gale, l’ingegnere della compagnia, avremo a disposizione un grande robot chiamato Utility Rig. Grazie a tale robot potremo combattere alla pari nemici di una certa grandezza e aprire varchi caratterizzati da spesse lastre di ghiaccio grazie alla presenza di una trivella.

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Sopravvivere non è abbastanza…

Sebbene la trama sia raccontata egregiamente, l’avventura principale è caratterizzata da troppe scene morte. Sono di circa 3 ore le scene in cui dovremo semplicemente spostarci per raggiungere l’obbiettivo, sia a piedi che a bordo del Rig. La vera azione inizierà a riscontrarsi nel mezzo dell’avventura, caratterizzata da missioni piene di insidie e spaventose creature che non esiteranno ad attaccarci in gruppo.

Spark Unlimited, casa a cui è stata affidata la produzione di Lost Planet 3, decide di distaccarsi dal fattore esplorazione che tanto fu apprezzato nel secondo capitolo della serie. Il tutto sembra ora assomigliare ad un comune action stile Dead Space 3, decisamente meno action e anche meno horror. Il titolo targato Electronic Arts supera nettamente la produzione Capcom, ma Lost Planet 3 è comunque un titolo che si fa giocare. Non ci sono praticamente innovazioni rispetto ad altri sparatutto a livello di gameplay. Il sistema di puntamento è praticamente identico, e il sistema di combattimento motono e ripetitivo. Basterà schivare e contrattaccare: sempre la stessa storia per mettere al tappeto un nemico. La difficoltà è comunque elevata: creature un pò più grosse daranno filo da torcere anche ai videogiocatori più accaniti. Un gameplay comunque troppo ripetitivo, caratterizzato anche dalla presenza di sporadici bug, che non vanno comunque ad intaccare la nostra esperienza di gioco.

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Lost Planet 3 è un piacere da guardare. Il titolo utilizza l’Unreal Engine 3, protagonista in diversi sparatutto, TPS o FPS che siano. Il motore grafico di Epic Games conferma ancora una volta di non essere invecchiato, rendendo le animazioni facciali e i modelli poligonali di personaggi principali e secondari davvero realstici. Anche le textures di Akird e altre creature sono ben realizzati, con movimenti che presentano idee fresche e originali. Buone anche le ambientazioni, caratterizzate da miriadi di insidie e dettagli.

Lost Planet 3 è completamente localizzato in Italiano. Buono il doppiaggio e le musiche presenti negli scenari di gioco. Il titolo ci terrà impegnati per circa 12 ore ad un livello di difficoltà normale. Non male considerando la media alquanto bassa degli sparatutto di questa generazione. Esperienza di gioco che sarà comunque allungata grazie alla presenza di contenuti scaricabili e multiplayer online, caratterizzato da deatmatch, modalità 5 contro 5 e modalità sopravvivenza Akrid.

 

Marco Lapomarda

Co-Fondatore di Respawn.it. Contatto mail privato: marco-lapomarda@respawn.it

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