Recensione Tomb Raider Definitive Edition

Il nome Tomb Raider rievoca ricordi molto recenti.
Molto recenti perchè proprio nel Marzo 2013 arrivò su console PS3 e Xbox 360 (ormai divenute Old-Gen) e PC quel reboot che tanto aveva creato scalpore (in positivo e in negativo), durante la sua presentazione.
Nonostante la notorietà di Lara Croft (e del franchise in generale) sia stata spremuta sino al midollo, quei geni di Crystal Dynamics (autori di capolavori come Pandemonium, Pandemonium 2 e Blood Omen: Legacy of Kain) sono riusciti a tirare fuori dal cilindro un titolo capace di rimettere a lucido una saga ormai sul tramonto. Per farvi capire questo, però, dobbiamo tornare indietro.
Dopo due splendidi capitoli iniziali, la saga rotolò verso il ridicolo. Lara Croft Tomb Raider: The Angel Of Darkness su PS2 ( sesto capitolo in ordine cronologico) fu il colpo di grazia per i Core, sviluppatori iniziali dei primi 6 capitoli.
Lo sviluppo passò a Crystal Dynamics, e fu rivoluzione. Con “Lara Croft Tomb Raider: Legend”, ci fu un cambio di rotta epocale, e l’inizio di una trilogia. Seguirono “Lara Croft Tomb Raider: Anniversary”, remake ispirato al primo capitolo della saga, e successivamente “Tomb Raider: Underworld” ultimo capitolo della trilogia made in Crystal Dynamics.
Da qui in poi il taglio netto con il passato, in termini di cronologia degli eventi.
Lara aveva bisogno di un nuovo inizio. Nonostante l’ottimo lavoro fatto con la trilogia cominciata su PS2/Xbox e terminata su PS3/Xbox360, Crystal Dynamics optò per un reboot.
Nacque così Tomb Raider, titolo che segna un nuovo inizio per Lara, e per tutti i suoi appassionati. Noi lo abbiamo recensito per le console Old Gen qui.
Nonostante il gioco, nella sostanza, sia il medesimo visto l’anno scorso, nella Definitive Edition rilasciata per le console Next Gen, le migliorie apportate (a livello grafico in primis, e minimali a livello di gameplay poi) rendono doverosa  una recensione approfondita  delle differenze.

tomb-raider-definitive-edition-recensione

Cross Gen o Next Gen, questo è il dilemma

Chi ha già giocato la versione standard non si aspetti di vedere qualche feature nuova di zecca.
Ciò che i Crystal Dynamics hanno fatto è stato esclusivamente prendere di peso il titolo di un anno fa e riproporlo in maniera molto più dettagliata sulle console Next-Gen (Xbox One e PS4). Le migliore che ritroverete all’interno del gioco riguardano il lato visivo e sonoro del titolo originale. Tutto il resto è tale e quale alla versione precedente.
Il dettaglio che più salta all’occhio è il modello poligonale di Lara, quasi completamente rimodellato. La nuova Lara della Definitive Edition, si presenta molto più espressiva. Non che quella della versione standard sia da meno, ma la nuova versione trasmette in maniera più realistica qualsiasi emozione. La fisica dei capelli di Lara, ad esempio, si avvale del TressFX 2.0 , tecnologia di AMD che permette un movimento realistico dei capelli. E non solo. Lara si sporcherà in maniera egregia. Vederla rotolarsi per il dolore, ricoperta di fango o di sangue, è una gioia per gli occhi. Tutto accorcia le distanze tra il videogiocatore e Lara stessa in termini di coinvolgimento emotivo.
Le chicche tecniche ovviamente non sono solo queste: ambienti più dettagliati e distruttibili; campo visivo più ampio grazie alla risoluzione Full HD a 1080p; vegetazione che reagisce al nostro passaggio; illuminazione dinamica dettagliata e di alto livello; effetti particellari più dettagliati. Insomma, questa è si una Definitive Edition del titolo uscito l’anno scorso, ma non ha nulla più di queste “poche “caratteristiche ad elevarlo.

Stessa sorte non si può dire che sia toccata al comparto multigiocatore.  Questo purtroppo non ha subito alcuna variazione, rispetto alla sua incarnazione Old-Gen.
Ci ritroveremo di fronte le solite quattro modalità e altrettante mappe ispirate alle ambientazioni della campagna. Come lo fu l’anno scorso, anche quest’anno l’unica modalità degna di nota è Rescue. Due fazioni si ritrovano a completare obbiettivi contrapposti.
Il livello di crescita inoltre è rimasto invariato. Si arriva a livello 60 con sblocco di armi e perk. E nulla più.
Insomma, un multi molto anonimo e statico.

Il comparto audio , invece , è eccezionale sotto ogni aspetto, con un mixage assolutamente perfetto.
La traduzione in italiano poi è impeccabile, cosi come l’epica colonna sonora.

A seguire due box distinti per l’analisi tecnica approfondita per le versioni Xbox One e PS4.

box-ps4

box-xbox-one

recensione-definitive-edition-ps4-xbox-one-tomb-raider

Pro :
Comparto tecnico superiore
Trama coinvolgente
L’aggiornamento del modello poligonale di Lara
Gameplay Solido
Buona Longevità

Contro :

Multiplayer attaccato con lo sputo
IA ancora imprecisa
Prezzo pieno
Nessuna aggiunta rispetto alla versione Old-Gen
Prima o poi finisce

Facebook Comments

Free WordPress Themes, Free Android Games