World of Warcraft, Pokemon Go e Book of Ra: ma il gioco è davvero un vizio?

Attività ludica in cui ricorre il fine di lucro e nella quale la vincita o la perdita è in prevalenza aleatoria, avendovi l’abilità un’importanza trascurabile. Ne esistono svariati tipi, dai più antichi, come il gioco dei dadi (azzardo deriva dall’arabo az-zahr, che significa dado), a quelli più recenti effettuati con apparecchi automatici o elettronici.

È questa una delle migliori definizioni del gioco d’azzardo, chiamato anche gambling. Parliamo di un settore in continuo sviluppo e che sembra non conoscere mai crisi. Non si esagera affatto se lo si definisce un fenomeno allo stato puro. Si può tranquillamente dire che il gioco fa parte della nostra vita fin da quando siamo piccoli. È una sorta di modo per socializzare, fare conoscenze e, perché no, anche imparare e scoprire continuamente qualcosa di nuovo. Ovviamente, la tecnologia e il suo inarrestabile avanzare ha ampliato la gamma di possibilità a propria disposizione.

Chi ha all’incirca trent’anni è cresciuto con i famosi videogame. Gli appuntamenti alle sale giochi o i pomeriggi passati a casa davanti alla Playstation: un’esperienza che tutti, chi più e chi meno, abbiamo vissuto. A volte, soprattutto al giorno d’oggi, diventa quasi una sorta di moda, di hobby e di passione diffusa. E tu non puoi non prenderne parte. Come esempio si potrebbe portare l’applicazione Pokemon Go, che vede ogni giorno sempre più gente intenta a scaricarla e a districarsi nella disperata ricerca di Pikachu & soci. Diventa quasi un’abitudine e un passatempo giornaliero. Molti, soprattutto gli esperti, parlano di vizio e di dipendenza. E allora è lecito chiedersi se il gioco non sia tutto una sorta di vizio e di dipendenza da cui è difficile guarire.

La questione in realtà è abbastanza complicata. Stando ad uno studio, pubblicato da Gaming Report, solo il 3% dei giocatori online può definirsi dipendente. Non va dimenticato che, nel caso ciò accada, parliamo di una vera e proprio patologia con dei sintomi abbastanza specifici, come gli sbalzi d’umore, i sintomi di astinenza e la ricaduta. Tutto questo diventa, senza alcun dubbio, più forte quando parliamo di gioco d’azzardo. Insomma, per dirla in parole molte semplici, quando c’è in gioco del denaro, tutto rischia di essere fortemente e pericolosamente amplificato. Il volerci riprovare, il sentirsi fortunati e il voler sfidare a tutti i costi la sorte sono sicuramente pensieri che il nostro cervello formula e che, a volte, sono difficile da gestire, limitare e controllare.

La cosa più importante qual è? Riuscire a distinguere quando si parla di semplice hobby o, invece, quando il tutto diventa una dipendenza totale. Può accadere soprattutto con i giochi online. Ci riferiamo, ad esempio, alle tante slot machine online, come Book of RA, oppure a giochi del genere MMORPG come il popolarissimo World of Warcraft. Il rischio di passare ore e ore davanti al pc è alto. È inutile negarlo e cercare di nascondere questa possibilità. Servirebbe un po’ di autocontrollo. Servirebbe un po’ di sana e pura responsabilità. A volte, non è semplice. Perché si ha come la necessità di cercare autostima, gratificazione e soddisfazione. Ed è forse quando si eccede in ciò che non si può più solo parlare di semplice e naturale vizio.

Nintendaro, Marvel fanboy, collezionista. Amante di film, serie tv, fumetti e (ovviamente) videogiochi, a tempo perso cerco di laurearmi in ingegneria. Mail: sistoernesto@respawn.it

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