A Pokémon Story – La storia generazione per generazione

A POKÈMON STORY

Pokèmon X e Pokèmon Y sono ormai disponibili sul mercato in esclusiva Nintendo 3DS, segnando l’inizio della sesta reincarnazione dei Pokèmon.

I Pokèmon, dalla loro primissima uscita nel lontano 1996 in Giappone con le versioni Rosso e Verde, di strada ne hanno fatta veramente tanta riuscendo nel corso degli anni ad affermarsi come fenomeno globale e diventando così estremamente popolari, tanto da essere a loro appositamente dedicati vari anime, manga, film, giochi di carte collezionabili e tanto altro ancora.

È però sul suo filone cardine, quello videoludico, che vorrei concentrare l’ attenzione, per poter fare un piccolo riassunto di tutta la storia, l’ evoluzione e le dinamiche che nel corso degli anni hanno accompagnato questo fantasmagorico brand.

Un grande ringraziamento và però prima ad Antonio “Blue Star” Ranieri che ha contribuito alla stesura riguardante la quarta e la quinta generazione.

Cominciamo!

1996 – 1999 Le origini: Pokèmon Rosso, Verde, Blu e Giallo

Partoriti dalla mente geniale di Satoshi Tajiri, nel 1996 fanno il loro debutto in Giappone i primi videogiochi dei Pokèmon, in esclusiva per Nintendo Game Boy, Pokèmon Rosso e Pokèmon Verde, quest’ ultimo poi convertito nel 1997 in Pokèmon Blu per il mercato occidentale. Ispirati dalla collezione e dai combattimenti di insetti che Tajiri amava tanto da bambino, il gioco, per l’ appunto, si presenta come un RPG a turni nel quale dovremo far combattere ed allenare la nostra squadra di mostri diventando il più forte allenatore di tutti, non tralasciando l’ aspetto collezionistico, ovvero, quello di catturare tutti i 150 Pokèmon presenti nel gioco (151 se si considera anche Mew, ottenibile con un glitch del gioco).

Ma cosa ha reso questo gioco così popolare al punto di diventare uno dei titoli più venduti della storia? Si potrebbe cominciare parlando della sua portatitilità, di fatti la scelta da parte di Nintendo di pubblicare questo titolo esclusivamente sul Game Boy è una conseguenza della natura stessa del gioco in quanto si parla di “mostri portatili”. Da non tralasciare è anche il già citato aspetto collezionistico dei Pokèmon, di fatti la grande varietà di mostri presente nel gioco ognuno con il suo tipo, le sue eventuali evoluzioni, le sue peculiarità e mosse migliorabili tramite l’ allenamento lo rendono anche un gioco molto longevo e gratificante.

Una domanda che può sembrare banale per un appassionato della saga rigurda il perchè di due differenti versioni dello steso gioco. La risposta sta nella volontà degli sviluppatori di far confrontare, di coinvolgere i giocatori tra di loro in quanto per poter catturare tutti i Pokèmon è necessario effettuare scambi (al tempo tramite il mitico cavo link del Game Boy) tra le due versioni, infatti, alcuni Pokèmon si evolvono solo tramite questa operazioni o altri sono reperibili solo in una determinata versione piuttosto che un’ altra.

La trama dei primi primi capitoli, molto basilare, ci catapulta nella regione di Kanto nella quale vestiremo i panni di un bambino di 10 anni che, partendo dalla sua città natale, Biancavilla, intraprenderà un viaggio che lo porterà in lungo e in largo per la regione catturando Pokèmon e sfidando altri allenatori, il tutto culminando con la sfida finale alla Lega Pokèmon. Nel corso di questa avventura ci verrà inoltre presentato un rivale che, come noi, ha intenzione di diventare il più forte allenatore della piazza e non sarà raro infatti intraprendere sfide con lo stesso nel corso del gioco. Come se non bastasse, poi, avremo a che fare anche con la banda criminale denominata Team Rocket, intenzionata a sfruttarre i Pokèmon per conquistare il mondo. Prima di partire per la nostra grande avventura però, il Prof. Oak, lo scienziato che ci introdurrà a questo fantastico mondo, ci metterà davanti ad una scelta, universalmente risocnosciuta come tra le più difficili dell storia dell’ umanità: “Bulbasaur, Squirtle o Charmender?” Ci sarà infatti data la possibilità di scegliere uno starter, un Pokèmon con cui cominciare, rispettivamente di tipo erba, acqua e fuoco, trilogia di tipi, questa, che sarà sempre uguale per tutti i capitoli dei Pokèmon. Anche il nostro rivale lo farà, ma solo conseguentemente al nostro, ovvero, sceglierà lo starter più efficace contro il nostro, infatti, ogni pokèmon può essere più o meno efficace contro un altro in base alla propria tipologia.

Nella prima generazione i tipi di pokèmon erano 15 e spaziavano dall’ erba, al fuoco, dall’ acqua alla terra, e ancora, dal tipo lotta al tipo psico, dal tipo veleno al tipo elettro, etc.. Il saper utilizzare una tipologia piuttosto che un’ altra non è un aspetto trascurabile. Ad esempio un pokèmon di tipo fuoco sarà più efficace contro uno di tipo erba e meno efficace con uno di tipo acqua, e così via. La tipologia dei Pokèmon e delle relative mosse aggiunge al gioco anche un aspetto di tipo strategico.

Qualche anno dopo l’ uscita dei primi capitoli, viene rilasciata una nuove versione del gioco, una versione speciale, ovvero Pokèmon Giallo.

Che cos’ ha di così particolare questo capitolo? Si può tranquillamente affermare che Pokèmon Giallo sia un’ omaggio a quella che più o meno volontariamente è diventata la mascotte di questo brand, ovvero, Pikachu. Nel gioco la differenza sostanziale, infatti, sta nel fatto che non avremo la possibilità di scegliere uno dei tre già citati starter, ma cominceremo, appunto, armati del simpatico topo giallo che ci seguirà letteralmente per tutta l’ avventura (sempre che non decidiamo di scambiarlo, liberarlo oppure che non sia esausto). Altra peculiarità è che, sì non avremo la possibilità di scegliere uno degli starter all’ inizio del gioco, ma nel corso della storia ci saranno donati tutti e tre.

1999 – 2000 : La seconda generazione

Ovviamente un titolo che ha riscosso un successo così clamoroso non poteva che avere un seguito, ed è così che nel 1999 vengono pubblicati due nuovi titoli dedicati alle simpatiche creaturine portatili. Stiamo ovviamente parlando di Pokèmon Oro e Argento che fanno così balzare i nostri mostri preferiti nella seconda generazione grazie alla presenza di 100 nuovissimi e coloratissimi pokèmon (coloratissimi non scritto a caso dato che questi due titoli sono stati pubblicati per il Game Boy Color, uscito proprio in quegli anni, nonostante le cartucce potessero essere lette anche dal vecchio Game Boy)

La presenza di nuovi pokèmon non è però l’ unica novità all’ interno di questi nuovi titoli.

Partendo dalla stessa struttura dei primi capitoli, Pokèmon Oro e Argento ci catapulteranno nella mitica regione di Johto, più precisamente a Borgo Foglianova, dove vestiremo i panni del solito ragazzino intento a sconfiggere la Lega Pokèmon. Anche in questa occasione ci sarà affiancato un rivale che nel corso dell’ avventura cercherà di batterci in ogni maniera. Tra gli starter che il professor Elm questa volta ci farà scegliere figureranno Cyndaquil, Chikorita e Totodile. Finita la nostra avventura in questa nuova regione ci sarà poi data la possibilità di visitare nuovamente Kanto.

In queste versioni è presente l’ alternanza giorno e notte, assente nei precedenti capitoli (penso per una questione tecnica) che influirà nel gioco per quanto riguarda la ricerca dei Pokèmon, in quanto alcuni saranno catturabili solo di giorno e altri solo di notte.

Un’ introduzione non indifferente riguarda il sesso dei Pokèmon, infatti, nelle precedenti versioni, i pokèmon erano asessuati. L’ introduzione di questo fattore, oltre che a comportare una differenza dal punto di vista delle statistiche tra un maschio e una femmina, potenzia il ruolo della pensione pokèmon, presente anche in Pokèmon Rosso e Blu. In questo capitolo si potranno portare alla pensione per essere allevati ben due e non un Pokèmon e, se si lasciano allevare un maschio e una femmina particolarmente affiatati, questi produrrano un uovo dal quale poi nascerà un nuovo Pokèmon o, addirittura, un baby pokèmon, una nuova specie introdotta prorpio in questa generazione.

Con Oro e Argento vengono poi ad aggiungersi due nuovi tipi: buio ed acciaio.

Una menzione particolare la meritano inoltre i fantastici Pokèmon Shiny, ovvero, Pokèmon dai colori alternativi. Nel corso del gioco ci sarà data la possibilità di catturare uno di questi rarissimi esemplari, ovvero, un Gyrados Rosso, ma nella realtà la probabilità di trovarne uno selvatico è di 1 su 8192.

Come accadde inoltre per Pokèmon Giallo, qualche anno dopo l’ uscita di Oro e Argento, venne poi pubblicato Pokèmon Cristallo, titolo questa volta non compatibile con il vecchio Game Boy, e dedicato al cane leggendario Suicune. Anche questo si presenta come titolo “sintesi” rispetto ai due precedenti che, oltre ad offrire una variazione della trama, introduce le animazioni, infatti quando i Pokèmon entreranno in battaglia, oltre che a fare il loro caratteristico verso, faranno anche una piccola “mossa”.

Particolare inoltre è la possibilità, a inizio avventura, di scegliere se interpretare un bambino o una bambina, scelta questa non possibile in tutte le verioni precedenti e poi portata avanti per tutti i capitoli successivi.

2003 – 2005 La terza generazione: Rubino, Zaffiro e Smeraldo

Se si pensa che Pokèmon abbia concluso il suo glorioso ciclo con le versioni Oro, Argento e Cristallo, ci si sbaglia di grosso, anche perchè siamo solo all’ inizio.

Con l’ uscita del Game Boy Advance nel 2001, Nintendo non poteva non creare un titolo di uno dei loro brand più famosi anche per questa nuova console, ed è così che nel 2003 vengono pubblicati Pokèmon Rubino e Pokèmon Zaffiro.

Dal punto di vista grafico la differenza con le versioni precedenti è notevole in quanto il Game Boy Advance aveva caratteristiche tecniche ben superiori alle sue incarnazioni precedenti, basti pensare che l’ Advance dà la possibilità di utilizzare ben 512 colori simultaneamente a dispetto del Color con i suoi 56.

In questa ennesima avventura dei mostri tascabili ci ritroveremo nella nuovissima regione di Hoenn, nella quale vestiremo i panni di un ragazzo trasferitosi da poco ad Albanova che partirà nella solita avventura per diventare il più forte allenatore di tutti e catturare i più di 130 nuovi pokèmon presenti nella regione . Questo ragazzo, inoltre, sarà il figlio del capopalestra Norman di Petalipoli, che andremo ad affrontare poi nel corso del gioco. L’ introduzione, questa volta, si fà un po’ più dinamica in quanto non dovremo recarci nel solito laboratorio per prendere il nostro starter ma ci catapulteremo subito nell’ azione in quanto, proprio scegliendo tra Treecko, Torchic e Mudkip, dovremo salvare il mitico Prof. Birch dall’ attacco di un Poochyena selvatico.

Nel corso del gioco, inoltre, in base al fatto che sia la versione Rubino o Zaffiro, ci dovremo scontrare con, rispettivamente, l’organizzazione criminale Team Magma o Team Idro, due organizazzioni rivali che vogliono entrambe conquistare il mondo.

Novità per quanto riguarda le meccaniche di gioco riguardano inanzitutto la possibilità di effettuare battaglie con due pokèmon alla volta, le cosidette battaglie “due contro due” e anche l’ introduzione della “natura del pokèmon” che andrà ad influenzerne le statistiche.

Le bacche in questo gioco andranno ad occupare un ruolo importante in quanto, oltre alla grande varietà presente, potranno essere utilizzate per la creazione delle pokèmelle, utili per catturare pokèmon nella “Zona Safarai” oppure per aumentare le statistiche dei pokèmon per le gare di bellezza. Ebbene sì, in queste due nuove versioni saranno introdotte anche le gare di bellezza dei pokèmon.

Nonostante rispetto ai capitoli precedenti sia assente questa volta il cambio giorno-notte, saranno presenti invece le condizioni atmosferiche, dalla pioggia, alle tempeste di sabbia alla pioggia di cenere di un vulcano.

Un’ introduzione molto gradita agli appassionati, inoltre, è quella che riguarda il rifugio segreto, nel gioco infatti, in particolari punti prestabiliti, utilizzando la mossa forzasegreta, sarà possibile apririci dei varchi tra alberi o grotte e creare il proprio rifugio, con la possibilità anche di arredarlo e personalizzarlo. Il rifugio diventava poi molto utile anche perchè, grazie allo scambio dati tra due giochi, era possibile salvare il rifugio segreto ad esmpio di un amico sul proprio gioco e avere la possibilità di andarlo a sfidare.

2006 – 2009 La quarta generazione: Diamante, Perla e Platino

Pur essendo questi nuovi capitoli i naturali successori della terza generazione, essi non sono sequel diretti, ovvero Hoenn non è accessibile da nessun gioco di quarta generazione (come invece lo era Kanto nelle versioni di seconda generazione). Come nei giochi precedenti, la trama di Pokémon Diamante, Perla e Platino, è ambientata in una regione completamente nuova chiamata Sinnoh.

Nonostante questi capitoli presentino numerose novità, non mancano ampi riferimenti alle generazioni passate.

Sfruttando le nuove funzioni del Nintendo DS, questi titoli presentano una nuova veste grafica differente dalle precedenti, soprattutto per quanto riguarda gli ambienti di gioco che si alternano tra le due e le tre dimensioni.

In questi capitoli, dunque, ci avventureremo nella regione di Sinnoh, dove, insieme al nostro amico d’infanzia, andremo alla ricerca di un Pokémon molto raro al Lago Verità, ma commetteremo l’ ingenuità di camminare nell’erba alta senza nessun Pokémon a nostra disposizione. Verremo quindi attaccati da dei Pokémon selvatici e, come già accaduto nelle versioni di terza generazione, per difenderci prenderemo in “prestito” dei Pokèmon trovati nella valigetta del Professore di turno, in questo caso, Rowan. Proseguendo nell’ avventura, il Prof. Rowan deciderà di regalarci il Pokémon che abbiamo preso, e ci affiderà il compito di completare il Pokédex. Il nostro amico d’ infanzia, invece, diventerà il nostro rivale.

In questo gioco ritorna l’alternarsi del giorno e della notte, che ancora una volta influenzerà i Pokémon selvatici che sarà possibile catturare.

Si riconfermano le Gare Pokémon, che questa volta avranno più round.

Curioso invece come alcune specie di Pokémon presentino differenze estetiche tra individui maschi e individui femmine.

Alcuni Pokémon della terza, seconda e prima generazione hanno ricevuto delle nuove evoluzioni.

Un’ introduzione nelle meccaniche di combattimento molto importante di questa generazione sta nella differenziazione delle mosse in speciali o fisiche. Nelle generazioni precedenti, infatti, ciò era deciso dal tipo, e quindi, Pokémon come Sneasel o Gyarados non potevano sfruttare le loro potenzialità.

Altro collegamento alle generazioni passate è la funzione Dual Slot, che permette sia di trasferire sei Pokémon al giorno dalla terza alla quarta generazione, sia di trovare diversi Pokémon selvatici nell’erba alta in base alla versione che si sta giocando.

Proprio come accadde per tutte le generazioni precedenti, è presente una terza versione: Pokémon Platino.

In questo gioco la trama viene leggermente alterata, il Pokédex Regionale si allarga fino a 210 Pokémon e troviamo il Mondo Distorto con Giratina, in cui cercheremo di fermare i malvagi piani di Cyrus.

Ci sono anche cambi estetici, come le animazioni degli allenatori, l’interfaccia e l’interno delle Palestre.

Per quanto riguarda la regione, rimane ovviamente sempre quella di Sinnoh, ma diventa più “fredda”, e il protagonista e il suo rivale hanno vestiti diversi più adatti per questo cambio atmosferico.

2010-2013 La quinta generazione: Bianco e Nero

La quinta generazione è l’ ultima in ordine temporale della serie dei Pokémon (escludendo gli imminenti X e Y).

A differenza delle generazioni precedenti, non ci ritroveremo con una terza versione, ma bensì con altre due: Bianco 2 e Nero 2, che si trattano di veri e propri nuovi giochi, con una nuova storia, nuovi personaggi, nuove città e così via, oltre ad un postgame persino superiore a quello di Oro e Argento, che nei prequel era quasi assente.

La cosa che si nota di più di questi capitoli è il come sia rivolto ad un pubblico più “anziano” rispetto al target dei precedenti capitoli. Di fatti i temi trattati sono più profondi, si viene a parlare di ideali e verità, il personaggio principale è più grande, ha sedici anni, e nei sequel, il malvagio Ghechis, cerca di eliminarti, nel vero senso della parola, con l’aiuto del leggendario Kyurem.

Altro dettaglio importante è, per la prima volta, la trama. Vedremo pian piano lo sviluppo dei personaggi, Belle che comprende la verità, ovvero che non tutti possono realizzare i loro sogni, Komor che segue i suoi ideali per diventare un campione di Pokémon, ed N che ci cerca di farci capire come i suoi ideali siano verità. Vedremo la storia che si focalizza sul come gli opposti possano vivere insieme: natura e industria, umani e Pokémon. Anche Reshiram e Zekrom, i due leggendari di Bianco e Nero, sono ispirati su questo, infatti, rappresentano lo Ying e lo Yang. Il trio di Pokémon leggendari di questa generazione rappresentano questi temi e cercano di impedire che i Pokémon perdano la loro natura per andare incontro alla civiltà. Anche il Team Plasma rientra in questo discorso, dal momento che il loro traguardo è separare i Pokémon dagli umani.

In Bianco e Nero troviamo dei piccoli camei delle generazioni precedenti, come un membro del Team Rocket, che ha rubato il Pezzo Macchina negli eventi della 2° Generazione, o Camilla, la campionessa di Diamante, Perla e Platino, che potremmo sfidare.

Questo capitolo ha il numero più alto di Pokémon mai introdotti in una generazione: 156.

In Bianco e Nero ci sono solo i nuovi 156 Pokémon durante l’avventura principale, mentre in Bianco 2 e Nero 2 ci sono 301 Pokémon, presi anche dalle generazioni precedenti.

Una cosa molto gradita dei fan è l’ itroduzione del Pokémon World Tournament. Anche se all’inizio sembrerebbero tornei normali, nel post-game si avrà la possibilità di battersi con i personaggi dei giochi precedenti. Questi non sono altro che tutti i Capopalestra e i Campioni delle generazioni precedenti e della stessa. L’unico che non si potrà affrontare sarà Koga, visto che da Oro e Argento diventa un Super Quattro.

2013: Pokèmon X e Pokèmon Y

E dopo tutti questi anni, ancora una volta, l’ universo Pokèmon si appresta a scrivere un nuovo capitolo della sua storia.

Classe 93', appassionato di scrittura, sono videogiocatore dalla tenera età di 5 anni, da quando cominciai le mie prime sessioni di gioco con un Sega Mega Drive. Da lì in poi un amore senza fine che dura fino ad oggi. Credo fermamente che i videogiochi siano ormai componente fondamentale della nostra cultura.

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