Inside – Recensione (Xbox One, PC)

Dopo aver dato alla luce quella piccola perla di nome Limbo, i ragazzi di Playdead tornano in grande stile rilasciando il loro nuovo titolo per Xbox One e PC: Inside. Presentato qualche anno fa in una conferenza di Microsoft, questo titolo ci ha totalmente rapito, e ora che abbiamo potuto giocarlo nella sua interezza non possiamo che confermare la bontà di quanto fatto dal team danese.

Correre, senza mai guardarsi indietro

Corriamo. Non sappiamo perché, ma corriamo. Scappiamo da qualcosa o da qualcuno che non riusciamo a identificare. Ci vogliono. Vivi o morti è indifferente, visto che vogliono fermarci a tutti i costi. Non sappiamo qual è il nostro obiettivo, sappiamo solo che dobbiamo andare avanti senza mai fermarci e superare qualsiasi ostacolo naturale o artificiale che ci intralci. Passiamo per boschi, città, fattorie, depositi, centri di ricerca e persino i fondali marini alla ricerca di qualcosa. Ma cosa di preciso?

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La parte narrativa di Inside è tanto affascinante quanto completamente fuori di testa (in senso positivo, naturalmente). Tutto è stato architettato al dettaglio, che siano gli ambienti, le situazioni di pericolo e di tensione fino alle musiche a volte accennate e altre volte decisamente preponderanti. Non c’è una linea narrativa precisa, e spetta all’intuito del giocatore capire quello che sta succedendo e quello a cui andiamo incontro. Inside ha un setting affascinante, ma non stupitevi se la vostra interpretazione della storia differisce da quella di qualcun altro, è normale. Da questo punto di vista gli autori hanno creato un sistema perfetto che vi farà pensare al gioco per parecchio tempo dopo la sua conclusione, ancor più di Limbo.

Enigmi nell’oscurità

Il gameplay di Inside ricalca molto da vicino quello del suo predecessore, con un sistema di comandi molto minimal. Con l’analogico muoveremo il personaggio, mentre con il tasto A salteremo e con il tasto X interagiremo con gli oggetti. Ogni livello è cosparso di oggetti con cui potremo interagire al fine di risolvere gli enigmi del gioco, che non sono troppo difficili, ma riusciranno a mantenere attivo il cervello del giocatore dall’inizio alla fine, anche grazie alla varietà degli stessi.

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Sebbene sia errato parlare di livelli in senso stretto, visto che a meno di una determinata pausa o uscita dal gioco, una volta avviato il titolo non avrà caricamenti di sorta e ci mostrerà come tutto il mondo di gioco sia un unico grande parco giochi (avvolto in atmosfere decisamente poco colorate). Ogni area tuttavia sarà ben caratterizzata e ogni enigma si adatterà alla perfezione al contesto in cui ci troveremo nei vari momenti di gioco. Un piccolo plauso va alla meccanica di controllo dei fantocci (o persone prive di vita?) che ci permetterà di assistere ad alcuni enigmi veramente belli da risolvere che appagheranno il giocatore.

Uno dei pochi difetti che possiamo trovare in questa produzione è di sicuro la longevità. Si tratta di un gioco corto, molto corto. Il nostro counter riportava tre ore e quarantesette minuti per terminarlo, a cui aggiungiamo un’altra oretta scarsa per esplorare i vari livelli in cerca dei vari reattori segreti e abbiamo poco più di cinque ore di gioco. Riteniamo che il prezzo di venti euro sia piuttosto adeguato anche se non possiamo di certo dare torto a chi preferirà aspettare qualche futuro sconto.

Pro

  • Atmosfere uniche e inimitabili
  • Gameplay semplice ma divertente
  • Enigmi e level design vanno a braccetto

Contro

  • Dura troppo poco, purtroppo
  • Il prezzo potrebbe scoraggiare più di un giocatore

Inside (PC) su Steam: LINK

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