Recensione Dead Space 3

Sembra proprio che la storia dei Marchi non voglia  abbandonare Isaac Clarke che, come prevedibile, si trova ancora una volta protagonista del nuovo capitolo della serie Dead Space. Inizialmente, molti fans furono delusi da una dichiarazione di Visceral Games, la quale annunciava di aver reso Dead Space 3 più un action game che un survival horror. Ma andiamo con ordine.

Dead Space 3 si apre esattamente dopo la fine del precedente capitolo: Isaac Clarke e Ellie Langfort si dividono e, mentre il giovane si trasferisce su una colonia lunare in cerca di una vita tranquilla, Ellie Langfort continua a viaggiare e studiare metodi per eliminare definitivamente il Marchio, un manufatto alieno venerato dall’ Unitology, in grado di attirare i necromorfi e altre simili creature. Il filmato iniziale vede l’irruzione del capitano Robert Norton e del mercenario Carver in casa di Isaac Clarke. I due soldati, fanno capire a Isaac che la sua Ellie è in pericolo, e che per salvarla è necessario avviare una spedizione per eliminare definitivamente i Marchi. Durante la spedizione affronteremo molti pericoli, che non sono più costituiti dai soli necromorfi. Oltre a queste orrende e comuni creature, infatti, incontreremo nel corso della nostra avventura l’intera setta Unitology: un gruppo malvagio capitanato da Danik, un uomo folle che pensa che la stirpe umana debba ormai concludersi. Questi nemici umani non sono però il massimo, e sono molto spesso facili da eliminare, e la loro introduzione non sembra proprio di vitale importanza. La differenza fondamentale dai precedenti capitoli, è sicuramente l’inserimento di una vera e propria squadra che ci accompagnerà nella nostra avventura.

Dead Space 3 è, come credo ben sappiate, uno sparatutto in terza persona. Il gameplay del titolo targato Visceral Games è fondamentalmente lo stesso di altri Third Person Shooter. La differenza consiste nelle sequenze nello spazio, senza forza di gravità, nelle quali si potrà liberamente camminare anche sul tetto della navicella. Sparsi per le vaste ambientazioni di gioco si trovano spesso delle postazioni, chiamate terminali, utili per la costruzione di nuove armi. Meno presenti sono invece le postazioni nelle quali sarà possibile cambiare la tuta spaziale. Sono infatti presenti diverse tute sbloccabili a seconda della missione da compiere. Un altro degli oggetti fondamentali in dotazione a Isaac è  il navigatore. Tale oggetto si rivela molto utile perchè, data la presenza  di scenari davvero enormi,  indica la giusta strada da percorrere. Con sè, il nostro personaggio principale può portare due differenti armi, oltre che a numerosi kit medici per ripristinare in qualsiasi momento parte della propria salute. È infatti possibile controllare lo stato di salute di Isaac grazie ad un piccolo tubo posto dietro la tuta spaziale.

Davvero gradita è inoltre la scelta di introdurre alcuni enigmi per proseguire l’esperienza di gioco. In alcuni livelli sono presenti infatti enigmi e, anche se la maggior parte sono futili e molto semplici, non possono che rendere più piacevole l’esperienza di gioco.

Già ad un livello di difficoltà facile, la presenza di alcuni nemici rende davvero ostica la nostra avventura nello spazio. Dead Space 3 si rivela quindi una sfida, in grado di mettere in difficoltà anche i giocatori più esperti. Oltre ai numerosi mostri da affrontare, la difficoltà consiste nelle munizioni. Le munizioni, come in ogni survival-horror che si rispetti, sono davvero scarse, ed è possibile trovarne solo in alcuni bauletti e in alcuni cadaveri di mostri. Visceral Games ha pensato però bene di introdurre altre modalità con le quali uccidere un nemico. Grazie al potere della telecinesi, infatti, è possibile sollevare gli arti di cadaveri e scagliarli a tutta velocità contro un nemico, che subirà un grande danno. Inoltre, grazie al modulo della stasi, è possibile rallentare per qualche secondo i movimenti del nemico, rendendo così molto più semplici i combattimenti corpo a corpo. Il modulo della stasi però, che non è di certo una novità per la serie, non è solo utile nei combattimenti. Infatti, tale “potere” è molto utile per rallentare i movimenti di porte troppo veloci per essere attraversate. E’ possibile utilizzare due volte il modulo della stasi, ma sono presenti delle apparecchiature utili alla ricarica di tale potere.

Passando alla parte grafica, parliamo di un lavoro di pregio: dagli ambienti di gioco alle texture tutto è realizzato per compiacere gli occhi del giocatore e nulla, nel level design, è lasciato al caso. Le vaste ambientazioni sono infatti realizzate alla perfezione: dalle ambientazioni più cupe alle ambientazioni dello spazio. Il tutto è ricostruito perfettamente contribuendo nel dare maggiore realtà alla struttura da survival-horror del titolo.

Gli effetti sonori sono davvero credibili. Dai versi dei mostri al rombo delle armi: il comparto sonoro è molto probabilmente quello che riesce ad aumentare il senso di suspance in Dead Space 3.

La longevità del titolo si attesta sulle 18 ore di gioco ad un livello di difficoltà normale. Non male, dato che la media dei TPS odierni si attesta sulle 8-9 ore. L’esperienza di Dead Space 3 viene anche allungata grazie alla presenza della modalità co-op, grazie alla quale sarà possibile affrontare la campagna principale in compagnia di un altro videogiocatore. Da far notare però, che a volte si rivela abbastanza prevedibile l’irruzione di nemici.

Molti fans della serie avranno sicuramente criticato Visceral Games per il suo annuncio di qualche mese fa (che ho citato in apertura).  Ebbene, rispetto ai precedenti capitoli bisogna ammettere che l’atmosfera di gioco non è rimasta invariata e, nonostante siano presenti ancora scene capaci di far saltare dalla paura il videogiocatore, la presenza di sequenze action è comunque evidente. Questa scelta si può considerare sia come un difetto che come un pregio. Come un difetto per gli amanti della serie, che sono abituati alla grande avventura horror dei primi capitoli, ed un pregio per coloro che si sono avvicinati da poco alla serie o che, a causa della tensione, non riuscivano a giocare a lungo i primi due capitoli di Dead Space.

Dunque?

Dead Space 3 si rivela un ottimo sparatutto in terza persona, con meccaniche di gioco e idee davvero interessanti. Non si può considerare spaventoso come i primi Dead Space  dato che, è ovvio,  l’atmosfera non è rimasta invariata rispetto ai precedenti capitoli. Comunque si parla di un lavoro che riesce ancora a far balzare dalla sedia videogiocatori e amanti della serie, con una grafica e con alcune ambientazioni realizzate alla perfezione, che non possono non rendere emozionante l’esperienza di gioco di Dead Space 3. Concludendo, si parla di un titolo che si fa giocare, e che alterna sequenze horror a sequenze action. Non una grande rivoluzione per la serie, ma un degno successore di Dead Space 2.

Ricordiamo che Dead Space 3 è disponibile per PC, Xbox360 e PS3.

Co-Fondatore di Respawn.it. Contatto mail privato: marco-lapomarda@respawn.it

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