Recensione Star Wars Battlefront

Il successo della saga di Star Wars è praticamente noto a tutti, che si tratti di appassionati di fantascienza oppure no. Il 2015 è un anno decisamente importante per questa serie, nata dalla mente di George Lucas nell’ormai lontano 1977.  Tra non molto, infatti, uscirà nelle sale cinematografiche di tutto il mondo – il 16 dicembre in Italia – il primo capitolo di una nuova trilogia (questa volta con J.J Abrams alla regia), intitolato Star Wars: Il Risveglio della Forza. Tante sono le novità che vedremo in questo attesissimo sequel, come il nuovo villain Kylo Ren; ma anche graditi ritorni, in primis Harrison Ford nuovamente nei panni di Ian Solo. Insomma, la Forza scorrerà potente nei prossimi mesi.

E poteva mai il mercato videoludico rimanere fuori da tutto questo? Certo che no. Ad approfittarne ci hanno subito pensato il publisher Electronic Arts e la software house DICE,  decisi nel riportare alla luce uno dei progetti più famosi appartenenti a questo brand, rimasto accantonato da troppo tempo. Stiamo parlando di Battlefront. Presentato ufficialmente alla conferenza E3 di 2 anni fa – per PC e console di nuova generazione – il gioco ha subito stupito pubblico e critica per la sua incredibile resa grafica, settore in cui i ragazzi di DICE difficilmente toppano. E dopo svariati annunci, trailer, video e immagini in-game, Star Wars: Battlefront è finalmente giunto nei negozi lo scorso 18 novembre, e noi,  durante queste settimane dal suo rilascio, lo abbiamo giocato molto intensamente.

Ecco cosa ne pensiamo.

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Uno Shooter “User Friendly”

Prima di iniziare è bene però fare una premessa: Star Wars Battlefront NON È ASSOLUTAMENTE una semplice versione di Battlefield con le “skin” di Star Wars. Questa etichetta gli è stata affibbiata da moltissimi utenti sui tanti social sparsi nel web (dubito fortemente lo abbiano giocato); ora noi possiamo confermarvi che non è affatto così. L’intenzione di DICE era proprio quella di portare sul mercato un prodotto che vada a differenziarsi tantissimo con lo standard del Battlefield annuale. Nel bene e nel male, ci sono riusciti.

Star Wars Battlfront è uno sparatutto molto basilare, ben lontano dalla maggior parte della concorrenza; la sua struttura è molto semplice, molto più user friendly, rivolta ad un’utenza decisamente più ampia. E considerando l’importanza del brand in questione, la riteniamo una mossa più che giustificata. Purtroppo tutto ciò porta con sè non pochi limiti, in primis l’assenza di una campagna single-player o comunque una qualsiasi modalità storia. Proprio così, Star Wars Battlfront si basa esclusivamente sul comparto multigiocatore, sia competitivo che cooperativo.

Partiamo dalle basi. In Battlefront abbiamo a disposizione 9 modalità per il multiplayer online competitivo: Eliminazione (il classico Deathmatch a squadre da 8 giocatori), Squadrone di Caccia (modalità in cui è possibile combattere esclusivamente ai comandi dei leggendari mezzi aerei di Star Wars come gli X-Wing, i Caccia TIE e il Millenium Falcom, quest’ultimo ottenibile solo come bonus), Supremazia (40 giocatori che devono contendersi  cinque posizioni strategiche da conquistare mappe nelle mappe più grandi del gioco), Zona di Lancio\ Corsa ai Droidi (in cui fondamentalmente bisogna prendere il controllo e difendere della capsule di salvataggio e\0 dei piccoli droidi  fino allo scadere del tempo), Carico (il classico Cattura la bandiera), Erori e Malvagi\ Caccia all’Eroe (dove a turni è possibile prendere il controllo degli eroi o i villain più famosi della saga) e Assalto Camminatori (quest’ultima fondamentalmente la principale delle modalità,  dove 20 giocatori nei panni dei Ribelli devono abbattere gli AT-AT prima che questi raggiungano la propria base, mentre altri 20 dell’esercito imperiale devono a loro volta proteggerli per distruggere l’obiettivo ribelle).

Tutto ciò si svolge su un totale di 11 mappe disponibili da subito, molte altre arriveranno tramite futuri DLC. Sembra scontato quindi dire che la quantità è una dei punti più deboli del gioco; gira e rigira, il giocatore si troverà a scontrarsi quasi sempre sugli stessi campi di combattimento, dato che solo alcune delle modalità presenti richiederanno l’utilizzo di mappe più ampie (che in pratica sono solo due). Ma questo dettaglio, seppur molto limitativo, non  rende assolutamente il gioco meno divertente. Star Wars Battlefront riesce lo stesso ad intrattenere l’utente, e questo, come già detto, grazie ad una formula di gioco molto basilare. DICE ha infatti deciso di non inserire alcuna KillStreak, abilità e\o potenziamenti, niente di tutto ciò. Nel gioco è  presente esclusivamente un sistema di bonus ottenibili da chiunque durante i match; in parole povere, qualsiasi giocatore può avere accesso ad un extra (come l’Attacco Orbitale, un caccia Tie, un Camminatore e molto altro) semplicemente raccogliendo quest’ultimo in un punto random della mappa in cui si combatte. Una soluzione che fa sicuramente storcere il naso a chi cerca la competizione degli sparatutto standard di oggi, ma che in fin dei conti va a sposare perfettamente il concetto User Friendly che DICE si è imposto di dare a questo Battlefront.

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Anche le classiche build di abilità predefinite sono state sostituite da un sistema di carte e power up sbloccabili solo con l’avanzare di grado e con l’accumulo di una precisa moneta in-game. Queste carte bonus comprendono potenti armi, pericolosi ed utili potenziamenti e diversi attacchi esplosivi. Una volta creato il proprio set (per un max di tre slot) è possibile utilizzare tali extra, ma con un limite di tempo; dopo averne fatto uso nello scontro,  è necessario attendere la loro rigenerazione. La quantità di armi disponibili non è eccelsa: in tutto sono circa una decina, ma ognuna di esse è stata riprodotta esattamente come nelle pellicole cinematografiche, con una cura maniacale da parte degli sviluppatori. Peccato però per un marcatissimo sbilanciamento tra alcune di esse. I giocatori novelli si potranno sentire un pochino in difficoltà a causa di questo particolare.

Star Wars Battlefront però non è solo multiplayer online. DICE  ha deciso di inserire anche due modalità giocabili in singolo o insieme ad un amico con sistema di schermo condiviso. Battaglie e Sopravvivenza, sono questi i nomi di tali modalità. In quest’ultima i giocatori devono affrontare uno schieramento di 14 bot nemici, in solitaria o in compagnia di un alleato. La IA dei nemici risulta nella maggior parte dei casi molto ben architettata, e infatti giocando ad una difficoltà più alta risulta davvero difficile raggiungere l’obbiettivo finale senza esaurire tutte le vite a disposizione. Insomma, una trovata un po’ forzata che ha il semplice scopo di colmare la mancanza di una modalità storia vera e propria.

Lighsaber in alta definizione

In ambito  tecnico il gioco fa egregiamente il suo lavoro. Ad oggi possiamo considerarlo uno degli sparatutto graficamente più belli presenti su console di nuova generazione. Le ottime texture, gli effetti luce\ombre, gli effetti particellari, un framerate fissato quasi sempre a 60 FPS e il sonoro riprodotto alla perfezione, danno conferma dell’altissima qualità del motore di casa DICE, il Frostbite. Peccato solo per l’assenza totale della distruttibilità ambientaleAnche la colonna sonora della trilogia originale, incastrata egregiamente all’interno delle azioni di gioco. Graditissima poi la possibilità di switchare da una visuale in prima persona (che noi consigliamo) a quella in terza. Unica nota dolente: nella versione Xbox One abbiamo notato un aliasing un pò troppo marcato rispetto a PlayStation 4, problema relativo alla differenza di risoluzione (720p su One – 900p su PS4). Per il resto davvero nulla da criticare.

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