Recensione Watch Dogs

Le cose fatte bene sono sempre apprezzate, e quando Ubisoft si mette d’impegno sà benissimo come soddisfare i propri clienti;
ciò che di buono abbiamo visto fino ad ora riguardante Watch Dogs è stata sicuramente la sua imponente campagna pubblicitaria, e non ci risparmiamo di dire che è stata un successone: file per il Day One e catene di negozi quasi intasate dall’affluenza dei giocatori.
Se una campagna pubblicitaria determinasse la bontà di un gioco la nostra recensione potrebbe fermarsi qua, il problema è che sono ben altri gli aspetti fondamentali per la riuscita di un buon prodotto.
Il 27 Maggio, dopo mesi e mesi di attesa, costellati di rinvii, Watch Dogs è finalmente approdato sui nostri scaffali, la critica mondiale ha elogiato il titolo sotto molti punti di vista ma lo stesso non si può dire dei fan, che su quasi tutte le piattaforme si sono spaccati completamente in due, noi abbiamo giocato Watch Dogs per voi e, se avrete la pazienza di seguirci in questa nostra lunga recensione (basata sulla nostra esperienza su PS4) e se non aveste ancora tra le mani una copia del gioco potrete farvi un’idea generale.

La vita di un hacker

In una Chicago connessa da sistemi informatici verremo messi nei panni di Aiden Pearce: un hacker coinvolto in una storia di vendetta e, parallelamente, in una sorta di rivoluzione verso una società corrotta che controlla i propri cittadini fin dentro al privato. Il gioco inizia (come ormai ben noto) con una rapina finita male che innesca una serie di eventi che porteranno la nipote di Aiden ad una morte prematura, la trama vera e propria prende il via da questo fatto, in un groviglio di situazioni drammatiche che faranno crescere e maturare il nostro protagonista. Sin da quanto il titolo venne presentato il protagonista ci è sempre sembrato parecchio anonimo, non aveva sicuramente il carisma e l’eleganza di un assassino, nè l’appeal di altri personaggi ben più famosi, ma in qualche modo Aiden Pearce è comunque riuscito a convincerci nonostante le motivazioni che lo spingono ad agire durante il gioco non siano sempre delle più nobili, ci ritroveremo infatti ad agire più volte per noi stessi noncuranti delle possibili conseguenze, e i metodi non saranno quasi mai tra quelli più ortodossi, nonostante ciò la caratterizzazione del nostro protagonista risulta sicuramente convincente, e risulta quasi difficile non affezionarsi al personaggio ed alle vicende in cui è coinvolto.
Lo stesso elogio non si può purtroppo muovere nei confronti di alcuni personaggi secondari ai quali è stata data ben poca visibilità e una caratterizzazione alle volte poco approfondita. Ci sarebbero varie cose da dire sulla trama in sè, ma per evitare qualsiasi tipo di anticipazione preferiamo che siate voi a scoprire le sorprese che il gioco ha da offrire, e fidatevi, non rimarrete delusi.

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Chicago in tutto il suo splendore!

Era l’E3 2012 e Ubisoft scaldò gli animi di noi videogiocatori presentando il suo nuovo gioco: Watch Dogs.
La prima demo mostrata all’E3 non ci risparmiamo di dire che fù fenomenale, un fulmine e ciel sereno, tecnicamente maestosa, fece brillare gli occhi a tutti, le cose sono purtroppo cambiate da quel fatidico giorno.
Ubisoft ha dovuto ridimensionare il versante grafico del titolo, le cause sono a noi sconosciute, nonostante i rumor e le dichiarazioni ufficiali fatte, fino all’ultimo momento la Software House ha trattato l’argomento Downgrade del titolo come una sorta di tabù; però si sà, il pubblico e la critica sono esigenti, e se prima del lancio del tuo titolo puoi scansare le critiche, nei momenti successivi al rilascio diventa una sorta di campo di battaglia. In sostanza, il titolo si presenta come nel 2012? Assolutamente no, quasi per nulla, ma non fraintendeteci: il lato tecnico non è assolutamente pessimo come si potrebbe pensare facendo un veloce giro in rete, ma nemmeno ciò che ci si può aspettare da un titolo di nuova generazione.
Watch Dogs mostra i muscoli su console di nuova generazione, la cura nei dettagli posta da Ubisoft nella sua nuova creatura sono encomiabili, le imprecisioni (a primo impatto) sono poche, e a meno di rari e sporadici cali di frame rate (che difficilmente raramente scendono sotto i 30 frame per secondo) il titolo fila liscio per ore e ore di divertimento. Risulta quasi un dovere elogiare la Chicago riprodotta da Ubisoft, piuttosto fedele all’originale (come da tradizione di Assassin’s Creed) e sempre viva e fiorente, non manchiamo inoltre di sottolineare la bellezza della città sotto la pioggia, che diventa un tripudio di dettagli grafici lasciando i videogiocatori costantemente basiti e meravigliati. In sostanza possiamo dire che Watch Dogs si presenta abbastanza solido dal punto di vista grafico (sebbene sia sempre inferiore a ciò che ci è stato mostrato due anni fà).
Ma c’è qualcosa del comparto tecnico che non è riuscita a convincerci, e il motivo è presto detto: se ancora non ne foste a conoscenza, Watch Dogs soffre di gravi problemi riguardanti bug e compenetrazioni poligonali che minano alle volte pesantemente l’esperienza di gioco, rendendo la situazione delle volte quasi comica tra macchine e moto, oltre che barche, che si incastrano in qualsiasi oggetto visibile e innocue persone che fanno salti chilometrici, senza alcun motivo preciso. Ciò che ci chiediamo è: dopo tutti i rinvii che Watch Dogs ha passato, è possibile che Ubisoft non abbia avuto il tempo o la voglia di sistemare questi problemi?

Dal punto di vista tecnico Watch Dogs ha i suoi alti e i suoi bassi, infatti se a primo impatto la sensazione può essere quella di stupore per la cura nei dettagli, dopo qualche giocata più approfondita emergono tutti i difetti che il titolo porta con se, la natura cross-gen del titolo si fà sentire, con tutti gli svantaggi che comporta, ed è questo ciò che non ha permesso agli sviluppatori di poter concentrare tutti gli sforzi sul titolo in versione next gen e PC. La natura cross gen quindi si fà sentire in maniera costante, e sebbene siano maggiori gli utenti che possono usufruire del titolo, è un vero peccato doversi accontentare.

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Fammi dare una sbirciatina ai tuoi dati

Sul fronte del gameplay la situazione è particolare, la struttura sandbox del titolo lo rende esposto a paragoni di un certo livello, in prima linea il paragone più semplice è chiaramente quello con il titolo Rockstar uscito pochi mesi fà: GTA V.
I motivi sono semplici, la sensazione di essere alla guida nelle strade di Los Santos risulta molte volte percepibile, il senso di deja vù si fa pesante in molte situazioni, difficilmente la situazione sarebbe potuta essere diversa considerando che i due giochi sono parecchio simili per quanto riguarda meccaniche e stile. Ma non bisogna abbattersi: le differenze ci sono e sono percepibili.
L’hacking è ciò che principalmente differenzia Watch Dogs da altri titoli sandbox, portando freschezza e novità ad un genere che da troppo tempo rimane ancorato ai suoi standard, la città è infatti a nostra completa disposizione, col semplice utilizzo dell’apposito tasto dedicato al cellulare possiamo creare il caos in città: disattivare semafori, alzare dissuasori, controllare telecamere a distanza e innescare esplosioni all’oscuro dei nostri nemici. Queste sono solo alcune delle tante possibilità di fronte alle quali il gioco ci mette davanti, e il tutto funziona dannatamente bene, il sistema di Hacking è semplice e intuitivo, oltre che parecchio divertente. Ciò che non ci ha convinto è stata la misera implementazione dell’Hacking nelle prime battute di gioco, nonostante la situazione cambi radicalmente durante le sessioni di gioco più avanzate (durante gli inseguimenti sulle vetture, per fare un esempio, diventa quasi un obbligo sfruttare gli impedimenti ambientali che il titolo ci mette a disposizione) ma nonostante tutto rimaniamo comunque del parere che avremmo sicuramente preferito una più omogenea distribuzione della componente Hacking, per evitare ore di gioco completamente (o quasi) morte. La componente free roaming del titolo risulta comunque solida, le possibilità che Chicago offre sono infinite, ogni personaggio che incontriamo lungo le strade della città può essere profilato per scoprire i suoi segreti (con alcuni easter egg parecchio interessanti) e la città è cosparsa di minigiochi, che vanno dai più normali come una semplice partita a poker o una gara di bevute con uno sconosciuto dentro un bar fino ad arrivare a minigiochi più “particolari” come sparare con pistole laser mostri che escono a ondate da varchi spaziali o farsi un bel trip digitale per saltare e planare su fiori giganti dentro la città, ce n’è per tutti i gusti.
Naturalmente non tutto sarà fattibile sin dall’inizio del gioco, completando missioni primarie e secondarie il gioco ci presenta il proprio sistema di livelli e abilità, più punti esperienza saremo in grado di ottenere più abilità potremo sbloccare, la varietà di scelta anche qui è parecchio vasta, vari rami possono essere sviluppati e sta solo a voi decidere quali hanno più importanza di altri.
Il fulcro del gioco gira ovviamente attorno alle missioni principali e secondarie, le prime possono risultare parecchio divertenti, il gioco infatti lascia al giocatore la libertà di scegliere come affrontare ognuna di esse, avremo la possibilità di entrare e sparare a qualsiasi cosa si muova, ma anche di infiltrarci silenziosamente passando di telecamera in telecamera fino ad arrivare a completare la missione senza essersi sporcati minimamente le mani, lo stesso non si può dire di quelle secondarie, come i contratti da Fixer, che consistono nella maggior parte dei casi in portare un veicolo da un punto A ad un punto B, diventando alla lunga stancanti e ripetitive.

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Ma anche il gameplay non è esente da difetti: il primo, che ci sentiamo in dovere di sottolineare è sicuramente l’imprecisione dello stile di guida: le macchine, ma soprattutto le moto, sono il più delle volte ingestibili, cosa che si fa sentire maggiormente durante gli inseguimenti in macchina, nei quali il controllo perfetto della vettura è fondamentale per non schiantarsi contro le strutture. Dimenticatevi quindi di sfrecciare nel traffico mostrando le vostre doti da perfetto guidatore, Watch Dogs metterà più volte alla prova i vostri nervi. Secondo difetto, ma non per minore importanza, è quello che riguarda la fisica del gioco e, se non vi fosse chiaro cosa intendiamo, di esempi ve ne sono tanti: tra i più evidenti sottolineiamo i pali della luce e le recinzioni che, con un minimo tocco della macchina, si infrangono in mille pezzi, come fossero carta, e i movimenti improbabili di personaggi che più volte troverete in una posizione del tutto anormale, a volte rannicchiati, sopra una vettura ribaltata successivamente ad un incidente.

Nonostante tutto il gameplay risulta interessante e a tutta questa varietà di situazioni e missioni si aggiunge infine la componente online del titolo, diversa da come era stata concepita originariamente ma comunque funzionale.
Il sistema di matchmaking online del titolo viene attivato tramite l’interfaccia del cellulare (che potremo utilizzare per varie funzioni anche nel gioco offline, come comprare macchine), dopo aver effettuato l’accesso al menù di selezione della modalità, qui chiamate “contratti”, ed averne scelta una, il gioco ci farà attendere qualche minuto per catapultarci nel mondo di gioco online.
I contratti selezionabili non sono molti, ma la varietà anche qui non manca: corse in macchina e moto, missioni per rubare dati ad altri ignari giocatori e contendersi importanti file in match con numerosi altri hacker sono alcune tra le possibilità che abbiamo per giocare in compagnia, e il divertimento non manca sicuramente.

Apriamo una piccola parentesi finale per scrivere due righe riguardanti il comparto sonoro del titolo, il doppiaggio italiano è di buona fattura, specialmente quello riguardante i personaggi principali della trama, mentre ha alcune pecche per quanto concerne i semplici passanti che troviamo per le vie di Chicago. La colonna sonora riesce invece ad accontentare tutti i gusti, con un buon assortimento (sebbene non ampio quanto si potrebbe sperare) di brani musicali che vanno dal più leggero al più pesante.
Peccato per l’impossibilità di poter godere il titolo in lingua originale con i sottotitoli cosa che avremmo voluto sperimentare e che avrebbe accontentato anche alcuni fan più esigenti.

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