Recensione WWE 2K14

Il fallimento di THQ è stato un evento terribile per il mondo dei videogiochi. Il tracollo del colosso statunitense è stato un’enorme perdita per il settore videoludico, e ci ha fatto capire quanto grandi possano essere i danni causati dalla crisi.
I vari franchise sono stati ridistribuiti al miglior offerente, rimescolando le varie IP di alcune Software House. Il 31 Ottobre è uscito uno dei vecchi capisaldi di THQ, gestito ora da 2K Games; si tratta di WWE 2K14, basato sulla licenza della WWE, appunto. Questo è da sempre uno dei videogiochi più attesi dai gamer appassionati di wrestling, in quanto ne ha l’assoluto monopolio.
Il passaggio del testimone ha comportato svariate novità ad un prodotto che non ha sempre fatto discutere di sè per le innovazioni. THQ si limitava ad aggiornare il roster in base alle storyline in svolgimento negli Show della WWE, e a sistemare texture o limare un po’ il gameplay. 2K Games, con l’ausilio dei veterani Yuke’s, si è dovuta quindi cimentare nell’impresa di proporre una versione diversa da quella di THQ dello stesso videogioco, tenendo ciò che andava bene, e migliorando ciò che non brillava.
Il risultato è WWE 2K14, e in questa recensione cercheremo di capire se 2K Games ha centrato il bersaglio.

Il primo fattore da analizzare è senza dubbio quello dei contenuti. Dopo pochi minuti di gioco sarà infatti palese che 2K Games ha avuto la brillante idea (decisamente poco sfruttata da THQ) di sfruttare la decennale storia della federazione americana di wrestling. Direttamente da qui viene l’idea della modalità “30 Years of WrestleMania”, che permette di far rivivere agli appassionati gli incontri più belli della storia di WrestleMania, partendo dalla prima edizione del Pay Per View fino alla Ventinovesima, quella dello scorso Aprile.
Ma questa modalità non propone solo scontri tra i wrestlers che hanno lottato a WrestleMania, ma racconta anche la storia, la “trama” se vogliamo, di ogni edizione. Così veniamo a conoscenza (per mezzo di riassunti e cutscene) di eventi come l’alleanza tra Hulk Hogan e Andre the Giant, e la loro successiva faida. O vediamo The Undertaker, accompagnato dal fido Paul Bearer (con tanto di urna), ottenere per la prima volta una vittoria a WrestleMania, segnando l’inizio del suo inarrestabile record. A proposito, in WWE 2K14 c’è addirittura una modalità dedicata interamente all’Undertaker, in cui dovremo affrontare uno a uno tutti i match che hanno coinvolto il Deadman.
Per rendere i match che noi andremo ad affrontare più simili a quelli avvenuti realmente, saranno presenti degli obiettivi diversi per ogni incontro che ci permetteranno di vivere i cosiddetti “WrestleMania Moments”, ovvero delle sessioni di Quick Time Events in cui ci verranno riproposti i momenti che hanno caratterizzato quel match.
Solo completando tutti gli obiettivi (e quindi giocando un match quanto più possibile simile a quello disputato a WrestleMania) avremo modo di sbloccare personaggi, scenari, cinture e costumi.

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Non mancheranno modalità come Esibizione, in cui giocare match a nostra completa discrezione, e WWE Universe, in cui organizzare i nostri show completi di litigi e main events.

Gli sbloccabili, in questa versione di WWE ad opera di 2K, saranno veramente numerosi. Considerando tutti i personaggi che si avranno modo di sbloccare durante il gioco, avremo a nostra disposizione un roster composto da ben 84 Superstars, Divas e Leggende. È il roster più numeroso mai visto fin ora in un gioco basato sulla licenza della WWE. Ogni wrestler ha il suo moveset, la sua entrata e il rispettivo music theme.

La colonna sonora del gioco è infatti composta interamente dai numerosissimi Theme dei wrestlers, che si legano bene con l’atmosfera sempre concitata e un po’ tamarra del titolo. Per quanto riguarda il resto del comparto sonoro, il gioco gode di un ottimo doppiaggio in inglese, che propone le voci originali dei wrestlers, e il commento di Michael Cole e Jerry “The King” Lawler. 

Se dal lato contenutistico, non si può far altro che lodare quanto fatto da 2K Games e Yuke’s, da quello tecnico si può notare un piccolo passo indietro rispetto a quanto visto nei titoli precedenti. Dai vari trailer rilasciati, sembrava che questo gap fosse molto più marcato rispetto a quanto poi abbiamo potuto constatare pad alla mano (probabilmente è l’unico caso in cui la grafica di un gioco vista in un trailer sembra peggiore di quanto poi effettivamente è). Sebbene l’aspetto dei lottatori sia stato molto curato, come anche le loro animazioni, lo stesso non si può dire delle loro espressioni facciali (molto grezze), nè tantomeno delle collisioni. Non sarà raro vedere un lottatore appoggiarsi ad una corda, piegandola senza effettivamente toccarla (quasi come se fosse circondato da un misterioso campo di forza). Altro difetto è sicuramente quello del pubblico (difetto che si porta dietro dall’eredità di THQ). Vedendo la folla da lontano, l’effetto non è sgradevole e i numerosi cartelloni sono anche divertenti. Quando però la telecamera ci propone un primo piano di uno spettatore, sembra di vedere un personaggio uscito direttamente da un titolo per Nintendo 64. Si tratta di un dettaglio, certo, ma speriamo che in futuro 2K Games e Yuke’s possano provvedere a risolverlo.

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Le basi del gameplay saranno essenzialmente le stesse. Ogni lottatore potrà utilizzare un determinato set di mosse, con vari attacchi e prese, oltre alle mosse speciali e finali che si potranno utilizzare solo quando il nostro lottatore riuscirà ad ottenere un certo vantaggio sull’avversario. Ogni lottatore potrà eseguire Irish Whip e salti dalla terza corda esattamente come visto già nei precedenti episodi. Tra le innovazioni, c’è sicuramente la maggior attenzione riposta nei contrattacchi (comunque già presenti nei precedenti capitoli). Quando non riusciremo ad eseguire una reversal sul nostro avversario, verremo avvisati in che modo abbiamo sbagliato con un “Troppo Presto!” o “Troppo Tardi!”. Da segnalare anche l’introduzione della feature “OMG”, grazie alla quale, in particolari condizioni, potremo eseguire delle mosse spettacolari sfruttando elementi dello scenario o strumenti. Nella modalità 30 Years of WrestleMania, inoltre, sono presenti i già citati “WreslteMania Moment” che introducono un interessante sistema di Quick Time Events che speriamo di veder sviluppato in futuro anche al di fuori della suddetta modalità.

WWE 2K14 presenta anche una modalità online, che comunque non introduce novità rispetto a quanto visto nei capitoli di THQ, ma rappresenta ancora una volta un buon modo per sfruttare la forte componente multigiocatore del titolo.

Nintendaro, Marvel fanboy, collezionista. Amante di film, serie tv, fumetti e (ovviamente) videogiochi, a tempo perso cerco di laurearmi in ingegneria. Mail: sistoernesto@respawn.it

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