Sid Meier’s Civilization VI – Recensione

Ed eccoci qui, davanti ad uno dei brand più famosi nella storia degli strategici a turni: Civilization. Senza tenere conto dello spin-off Beyond Earth e delle due espansioni, sono passati ormai sei anni dall’ultima volta che è uscito un titolo della saga ed era proprio il momento che saltasse fuori un nuovo capitolo. Certamente la scelta di lasciare allo sviluppo lo stesso team che è riuscito a risollevare Civilization V grazie alle sue espansioni è stata efficace e ha permesso di dare al nuovo titolo, Civilization VI, una buona continuità con il passato.
Ovviamente i cambiamenti e le novità ci sono eccome, ma la Fixaris è riuscita comunque a mantenere uno stile interessante, bilanciando le novità con le caratteristiche principali del gioco, riuscendo quindi a sfornare un titolo con meccaniche simili al passato, ma con interessanti elementi in grado di “stravolgere” la gestione della civiltà.

Il succo non è cambiato…

Come appena accennato, il nuovo Civilization VI è un’insieme di moltissimi elementi, alcuni caratterizzanti della saga stessa, altri invece completamente nuovi, il tutto perfettamente amalgamato in un titolo dagli interessanti risvolti. Infatti la storia non è cambiata: ci troviamo sempre davanti ad un interessantissimo strategico a turni, in cui avremo lo scopo di scegliere una tra le 20 civiltà proposte, capitanata da un ledear che si rifà ad un personaggio storicamente esistito, e farla progredire dalla preistoria fino alla conquista dello spazio. Ovviamente ogni personaggio sarà diverso e avrà delle caratteristiche che lo distingueranno dagli altri e gli daranno un vero e proprio carattere, concedendogli alcuni tratti distintivi importanti che andranno ad influenzare gli esiti delle proprie decisioni.

 

Per citarne qualcuno possiamo ad esempio sottolineare come per un personaggio come Saladino sia importante la ricerca della vita religiosa, tant’è che avrà un bonus sulla produzione di fede. Oppure potremo optare per un leader norreno, che si concentrerà magari sulla produzione di navi e guerrieri. O ancora, una Cleopatra che, grazie alle sue abilità nel generare monete dalle rotte commerciali, sarà il giusto leader per una civiltà basata sull’oro.
Ogni civiltà ha caratteristiche diverse, che consentono quindi di sviluppare una buona varietà di gameplay, sebbene fondamentalmente però nessuna avrà un tale influenza da modificare in modo evidente come verrà gestito poi l’impero.

Come quindi sarà intuibile, ottenere la vittoria dipenderà anche dalle caratteristiche del leader scelto; in ogni partita dovremo quindi fare attenzione sia alle richieste del nostro capitano, sia alle caratteristiche della mappa che andremo a giocare e in cui inizieremo la nostra colonizzazione. Dovremo dunque stare attenti anche al territorio che andremo a scegliere nel costruire la nostra prima città: ad esempio scegliendo un popolo norreno, andrà sicuramente a nostro vantaggio scegliere un luogo ricco di acqua in cui dare spazio a tutte le grandi abilità, ad esempio vichinghe, nel costruire navi. Scegliere invece un territorio troppo nell’entroterra, sicuramente limiterebbe le nostre abilità e si scaglierebbe soltanto a nostro svantaggio.

..Ma ci sono davvero molte novità!

Nonostante la base sia sempre molto simile, il gioco introduce davvero moltissime novità sotto ogni fronte; prima fra tutti è, per esempio l’importanza del territorio, attraverso l’introduzione dei distretti. Infatti, un’importante novità di questo nuovo Civilization VI, sarà proprio legata all’amministrazione delle “caselle” attorno ai centri abitati; diversamente da come accadeva in passato non sarà più possibile sistemare tutte le meraviglie e gli edifici all’interno di un solo centro abitato: ogni edificio potrà essere abbinato solo al territorio corretto. Per essere più chiari, non potrete costruire ovunque un’università oppure una biblioteca, ma dovrete scegliere per forza un distretto scientifico, così come sarà necessario uno economico per costruire cose come borse, mercati, etc.
Ogni distretto occuperà una casella attorno alla città e questo vorrà dire che dovremo studiare bene sia cosa costruire che dove posizionarla, in quanto la posizione giusta ci garantirà dei bonus.
Inoltre dovremo includere nelle nostre città anche un sufficiente numero di risorse naturali, come ad esempio campi coltivati o miniere, che ci permettano di ottenere la giusta quantità di risorse per sopravvivere. E, purtroppo o per fortuna, questo accade anche con le meraviglie che richiederanno uno specifico territorio in cui essere posizionate e, se non potete averne accesso, dovrete per forza rinunciarvi!

 

Ricordiamo inoltre che non dobbiamo sottovalutare l’importanza di ogni distretto, in quanto la mancanza di uno di essi comprometterà di molto lo sviluppo della nostra civiltà in un campo specifico; mancando ad esempio quello industriale la nostra produzione sarà davvero molto lenta e non ci concederà il giusto tempo di svilupparci correttamente. Mentre ad esempio il nostro raggio di influenza si vedrà molto ridotto se dimenticheremo il centro culturale.

E, a proposito di cultura, ecco un altro grosso cambiamento apportato rispetto al passato. La Cultura andrà ora ad influire non sono sull’espansione del nostro territorio e la nostra influenza, ma servirà anche per sbloccare degli elementi che, un tempo, potevano essere considerate delle nuove tecnologie, ma che in realtà sono più vicine a essere delle scoperte culturali. Da qui nasce il nuovo modo di gestire un secondo “percorso” parallelo a quello scientifico che ci permetterà di ottenere numerosi progressi.
Da ciò scaturisce anche un altro importante cambiamento che è da attribuire al sistema di governo che, in questo titolo, subisce alcune variazioni. Infatti, la scelta di un particolare stile di governo non andrà a caratterizzare allo stesso modo civiltà differenti: la scelta della tipologia di governo sarà solo una scocca che potrà però avvalersi della facoltà di cambiare a seconda delle necessità.

Dal punto di vista del combat system invece non assistiamo a particolari cambiamenti, anche se appare interessante la possibilità di fare delle “guerre religiose”. Due ceti religiosi opposti potranno infatti scontrarsi con truppe diverse cercando quindi di imporre il proprio credo e convertire l’altro. Unica pecca in questo campo da attribuire all’IA spesso troppo stolta dal punto di vista strategico e poco pregnante anche sul fattore della diplomazia.

Dal punto di vista tecnico il gioco scorre fluido e senza troppi problemi e, sebbene non richieda particolari caratteristiche hardware, si mostra bene anche sotto il punto di vista del dettaglio grafico, che offre a volte interessanti scene, come il passaggio da giorno a notte. Ancora ci sono piccole imprecisioni che verranno sicuramente corrette, ma che non compromettono affatto la godibilità del titolo. L’unico problema potrebbe insorgere sui sistemi operativi di Windows 8, 8.1 e 10: qui pare che infatti se non escluderete la cartella in Windows Defender, vi ritroverete a volte bloccati, subendo caricamenti infiniti e crash del gioco. Ma, escludendo semplicemente la cartella, tutti questi problemi scompariranno e sarete in grado di giocare senza problemi.

8.5

The Good

  • Nuove possibilità strategiche
  • Importanti modifiche a livello di territorio e governo
  • Base solida e interessante arricchita da numerose novità

The Bad

  • IA carente dal punto di vista strategico
  • Qualche piccolo bug da migliorare
8.5 Voto

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